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Altro finesettimana di fuoco... di seguito un nostro riassuntino, nei commenti il listone completo redatto dal sempre infaticabile Checco merdez di Made in Pop.
Buon we a tutti!!!
DEVO
VENERDì 29 GIUGNO 2007 :WAH WAH CLub Summer, MESTRE (dietro stazione FFSS e ristorante AMELIA), ZABRISKY e gli attesissimi THESE NEW PURITANS a seguire djset!
* ROCK & DOC PARCO FLUVIALE San Dona' di Piave (Ve), ROCKIN' OUT Orchestra + The Hormonauts.
…in alternativa STUDIO 15 CLUB Via La Pira SAN DONA di Piave (Ve)- DAF e gli  INSANE MOOD.
SABATO 30 GIUGNO 2007: Oltre ai mitici DEVO, alla Fiera della Musica ad AZZANO DECIMO (Pn)
* BIANCONIGLIO Pista Atletica dietro Piscine Comunali VITTORIO VENETO (Tv) dalle 18 djset più il live dei SANTI BAILOR.
* CHIOGGIA LAB Piazzale Stazione CHIOGGIA (Ve)- l'indierock dei bravissimissimi PLANET BRAIN e a supporto Yuri Gagarin'S Nachlassverwalter +djset Rock Oh & Dade.
* Circolo BUENAVENTURA- Castelfranco (Tv)- " BUENALO PARTY !" festone sul tema Football Bailado.
* GREENWICH Pub Sant'Andrea di Curtarolo (PD)- il sabato è unplugged ... PORNOPILOTS.
* Al PArco dell?Abbazia di Colle Umberto (TV), gli amici MAUA ALMURCANTUS, musica portoghese.
DOMENICA 1° LUGLIO 2007 :  TERRAZZAMARE JESOLO LIDO Zona Faro-  i MUSETTA.
…e in alternativa al Mr. BROWN Belluno- concerto per Everlasting e PLANET BRAIN.
* ROCKANDO 2007 c/o Parco VILLINO ROSSI POVOLARO di DUEVILLE, AFTERHOURS nell'unica data estiva in veneto...
LUNEDì 2 luglio alle Piscine di Mogliano live sonorità electropop dei SINCLAIR e CAPTAIN MANTELL.
MARTEDì 3 LUGLIO 2007 : Osteria da NEA SILEA (Tv) il rock&roll che puzza di tequila dei grandissimi Los Terribles De Tijguana !!! . Consigliato!
MERCOLEDì 4 LUGLIO 2007 : CARPE DIEM Festival ARRE' (Pd)- gli ottimi YUMIKO accompagnati da guest, vale la pena!
from: foodstock 29/06/2007 h. 13:39 | commenti (1)
tema:

 

Riprendiamo il ritratto di quel grande protagonista del fumetto italiano che fu Bonvi e lo facciamo guardando più da vicino il suo lavoro, sempre attraverso le parole di Alessandra, compagna e collaboratrice negli anni più recenti (la soldatessa nelle foto seguenti, per i piu' curiosi), cui abbiamo rivolto ancora qualche domanda.
E' una lettura non breve, in prima battuta ha scatenato i nostri istinti riassuntivi ma, dopo averla letta, abbiamo preferito pubblicarla integralmente.
Buona lettura.

Sturmtruppen La striscia

Anarchico, gaudente e puntuale nelle consegne?

Bonvi era quasi schizofrenico: tanto nella vita normale era scombinato, incasinato, perennemente assorto nei propri pensieri e teneramente distratto (una volta rispose al saluto d’una distinta compaesana di mezz’età in quel di Modena, apostrofandola con un “… Buongiorno, signora!” e sentendosi ringhiare in risposta un eloquente: “Franco, sono tua madre!”), tanto nel lavoro era una macchina formidabile, in grado di sfornare con estrema metodicità un elevato numero di tavole delle Sturmtruppen ogni giorno, che io completavo rifinendole con parziale inchiostrazione e una paziente retinatura (fu tra i primi fumettari italiani a utilizzare il retino, un vero pioniere). A dispetto di quanto si potrebbe pensare, professionalmente era tutto, fuorché genio e sregolatezza: rispettava le scadenze puntualmente e aveva ritmi da vero travet…
La sua genialità consisteva principalmente in una finissima intuizione, un vero sesto senso e mezzo, direi, che poi riusciva a inquadrare fulmineo in una metodologia rigorosa di lavoro, in base alla quale si gestiva le giornate e il tempo. Con flessibilità, lasciando ampio spazio alla vita sociale, di coppia e familiare. 

come, quando, dove, quanto, con chi lavorava Bonvi?
- come...

Bonvi non era affatto, come lo è il nostro amico Leo Ortolani, geniale autore di Rat-Man (e lo sono anch’io), uno di quei disegnatori alfieriani che s’inchiodano alla sedia e non se ne rialzano, se non a produzione ultimata. No: aveva il bisogno regolare, durante la giornata, di rituffarsi in mezzo alla gente, respirare gli odori della sua città (Bologna o Castel Del Rio che fosse), ascoltare chiacchiere e aneddoti – dai quali traeva spesso la fonte della propria ispirazione, comica e non. Proprio perché la sua creatività si alimentava instancabilmente dall’assurdità quotidiana, gli era assolutamente necessario. E poi, detestava stare da solo, in ogni caso. Per nulla al mondo avrebbe rinunciato alle sue puntatine al bar… era un vero e proprio rituale, dove univa l’utile al dilettevole.;o) 
- quando...
Era solito coricarsi presto e svegliarsi a quell’ora antelucana che in uno dei suoi vecchi fumetti definì “dello schizoide” , quella cioè popolata solo da metronotte, tossici e reduci dalle discoteche, mentre le persone perbene dormono ancora. Andava a cercarsi la prima edicola aperta (di solito vicino Porta S. Donato, a Bologna) e si comprava una copia dei principali quotidiani. Poi, tornava a casa e in un paio d’orette li leggeva tutti, selezionandone il contenuto e tenendone da parte gli articoli + interessanti e curiosi, dai quali traeva utile spunto per le gag delle Sturm (alcune sono riconoscibili ancor oggi, ad esempio la serie sulla mucillagine o sugli 899). Il problema era che poi li ritagliava tutti, impilandoli diligentemente su un angolino della scrivania. E quando tu, al risveglio alcune ore dopo, tentavi di leggere il giornale, ti ritrovavi sul + bello a cercare di capire come diavolo finisse quel corsivo o quell’intervista, senza riuscirci ovviamente mai, perché era come sfogliare un quadro di Lucio Fontana.
Bonvi giovine
Dopo la lettura (erano circa le sei, sei e mezza del mattino) si metteva all’opera. Schizzava i primi abbozzi di strip, con le gag e i dialoghi, appena tratteggiati a matita molto morbida (4 o 5b, la stessa degli schizzi definitivi) su un vetusto blocchetto degli appunti grande circa l’80% delle dimensioni originali, e poi iniziava a disegnare su carta schoeller preformata. Prima uno schizzo diretto, immediato e leggerissimo coi soli volumi delle figure, che poi cancellava (infatti, non esistono schizzi di Bonvi… purtroppo. Non eseguiva lavori preliminari, quali sono invece i meravigliosi abbozzi dell’amico Magnus) poi i balloons, che riempivamo a turno. Infine, il ripasso a china col pennino e pennello, talora lo facevo anch’io. Lasciava asciugare, filava giù in copisteria (e poi al Roxy, che fungeva da fermoposta redazionale) ad eseguire una copia all’87% per valutarne l’armonia complessiva - copia che poi io incollavo sul retro delle strip. Come ultimo tocco, apponevo il retino. Io ero veloce e precisa, nell’arco di una giornata riuscivamo a sfornare anche 25 strip o più. Tutto rigorosamente a mano. Lo stesso dicasi per tavole illustrate, o copertine. Lui schizzava, ripassavamo, io coloravo e lui ripassava una seconda volta: eravamo un ottimo tandem di artigiani specializzati, in perfetta simbiosi… per non dire delle risate che mi facevo nel leggerle!;o)
- dove...
La nostra tana-studio era un attico in via Rizzoli 20/6, in un vicoletto sopra la Banca Nazionale delle Comunicazioni - che ora ha preso il nome di Vicolo Bonvi - nel cuore di Bologna, a qualche metro dalle due torri.
- con chi...
Lavoravamo così sin dal dicembre 1988, quando lo conobbi. Prima di me lo fecero diversi ragazzi, che si susseguirono nel suo studio come “assistenti”, regolarmente stipendiati. Quando facevamo più testate, c’era persino un gruppetto di studenti del Dams, quasi tutti poi si persero per strada. Durò poco, anche perché non pochi si montarono la testa, andando in giro a dire che “Bonvi senza di loro non era nulla” (sìc!). Fortuna che poi arrivai io. E dal 1992, per la crisi del mercato, fu costretto a tagliare molte produzioni, quindi restammo soli. :oP
Alcuni di loro, invece, divennero poi ottimi fumettari (come Donald Soffritti, oggi eccellente colonna della Disney, che iniziò proprio col mandargli scarabocchi, peraltro bruttarelli). Diciamo che va distinto l’ultimo periodo, il decennio 1985-2005 dove per esigenze editoriali pressanti lui non prese più allievi a bottega, ma ricercò professionalità già formate, e invece gli anni dal 1968 (quando iniziò a disegnare fumetti da professionista, col primo studio a Modena della Playcomics da lui fondato) ai primi Ottanta, quando formò e ospitò nel suo studio notevoli talenti come Silver, fraterno amico (il papà di Lupo Alberto), Clod (Claudio Onesti, modenese, colonna portante de Il Giornalino), e poi Massimo Bonfatti (pure lui di Modena, che fece poi Cattivik e Lupo Alberto).
Bonvi_al_lavoro
E proprio la sua magnifica intuizione creativa fu la qualità che lo rese capace di comprendere il talento altrui con una sorprendente immediatezza, di proiettarlo nel futuro con una lungimiranza impressionante (si deve anche e soprattutto a lui se non solo Silver, ma anche Andrea Pazienza, Leo Ortolani e Red Ronnie sono arrivati tanto lontano…), in uno slancio visionario che ben poco aveva di spiegabile, ma tant’è. Era in grado di percepire il meglio delle persone quando loro stesse ancora non lo sapevano intravedere e di spingerle fiduciose all’azione, alla scommessa su di sé esattamente come aveva fatto lui, offrendo loro una chance di fiducioso ottimismo e sostegno concreto, mirato. Da ottimo ex giornalista, naturalmente curioso, sapeva poi osservare: prefigurò tendenze e anticipò sviluppi, si prese in giro come nessun altro mai seppe fare.

Come si rapportava con gli editori e ...con il mercato e la promozione in generale?
Con gli editori, da bravo boss qual era, trattava direttamente e da solo. Lo stesso dicasi come promotore di se stesso (era un’ex pubblicitario, conosceva bene le regole del gioco). Non si appoggiava ad un’agenzia, ma fu un pioniere nel gestire la propria professionalità in modo autonomo, e il primo in Italia, a fine anni Sessanta, a ideare un sistema di cessione parziale dei diritti di riproduzione delle strip sul modello americano dei syndicates (poi copiatissimo) che così venivano pubblicate e ripubblicate un po’ovunque, stile moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma di cui conservava la piena titolarità esclusiva. Si ricordi era un’epoca in cui il mestiere del disegnatore di fumetti – nato professionalmente solo due decenni prima - manco veniva riconosciuto, e il diritto definiva “autore solo chi forniva i testi” (Magnus lo imparò amaramente a proprie spese col Gruppo Tnt, che illustrò poi). Quando all’inizio degli anni Ottanta, sotto la concorrenza feroce delle prime tv libere e dei nuovi prodotti di svago, creò a Milano la propria piccola casa editrice, la Gene Vincent editore (!), se ne occupò sempre con molta passione. Verso il mercato aveva in genere un buon fiuto imprenditoriale, ne teneva d’occhio gusti ed evoluzione anche perché era in costante contatto con colleghi (dai quali era amato e stimatissimo, avendo spianato la strada alla categoria) ed editori,  partecipava – con sempre meno entusiasmo, debbo ammettere – a meeting e convegni di settore. E soprattutto, guardava con interesse e intelligenza ai nuovi media, dove cercò d’inserirsi (aveva molte idee per la tv). Coltivò sempre una rete di relazioni umane e professionali che gli furono molto utili, e contribuì a creare contatti che poi si rivelarono molto proficui per i destinatari. Sarebbe stato un ottimo agente, e in un certo senso lo fu (gratis). Ma fu sempre + utile lui a tutti costoro, che non il contrario. Era troppo orgoglioso per ruffianarsi i propri interlocutori… e troppo poco avido per poter trarre vantaggio meramente pecuniario da ciò che faceva.
Lui era un edonista autentico, la sua unica molla era il puro (e un po’folle, questo sì) piacere di farlo.

Le principali soddisfazioni e delusioni nel suo lavoro?

Le grandi soddisfazioni del suo lavoro furono senz’altro le Sturmtruppen, Gulp! e Supergulp! Fumetti in tv, epocale trasmissione rai di enorme successo che fece in tandem con la formidabile accoppiata De Maria-Governi, e il fatto di riuscire a diffondere le prime in tutto il mondo, 24 paesi (Germania in primis) e una dozzina di lingue (era solito dire: “Vi sfido a pubblicare qualcosa in Suriname!”). Oltre alla famosa scena del bar delle Storie dello Spazio Profondo, citata poi in Star Wars (... chissà…) di cui già parlammo.
In Francia impazzirono per le sue corrosive Cronache del dopobomba, vero cult con prefazione dell’amico Umberto Eco (gran signore) e per l’esagitato Milo Marat, che fece con Mario Gomboli.
Poi ci fu Alì Babà e i 40 ladroni, che realizzammo a dicembre 1994, lanciato pochi mesi dopo. Il suo (e nostro) capolavoro d’illustratore.
Un’altra, e non da poco, fu quando venne incaricato dall’esercito, pochi mesi prima della scomparsa, di realizzare il diario per gli allievi delle scuole militari italiane, con strip rielaborate appositamente. Riscosse un grande successo, anche se non mancarono i detrattori, che gli diedero del “pacifista venduto”. 
Il suo rammarico fu di non riuscire a fare i programmi televisivi che sperava, perché il suo socio di allora, Red Ronnie, preferì sempre correre da solo, alla fine. E di non poter dirigere una parodia di Blade Runner, chiamata “Blèdrunner” con Francesco Salvi, che progettò nel 1991 e che restò sulla carta.
Ma di delusioni o dispiaceri non parlerei: per un progetto che non trovava la sua realizzazione, subito ne aveva pronti altri venti in tasca d’inediti… era un vulcano, giammai a corto d’idee.
I mitico Galeazzo Musolesi
I suoi hobbies?
Quanto agli hobbies, a parte la collezione di memorabilia e cimeli militari, cui feci già cenno, era un uomo dalla gioie semplici e piane, per citare il suo amico Guccini: tante cene fra amici, gioie conviviali (casa nostra era un allegro porto di mare di cui tutti avevano le chiavi), quasi nulla mondanità, sebbene fosse molto noto e avesse parecchi amici vip. Odiava lo sport, per quanto in gioventù ne avesse praticati diversi e fosse un gran camminatore. Si dilettava di cucina (non era male come cuoco: piatti robusti nella migliore tradizione emiliana… ), amava il buon vino e ancor + i superalcolici (whisky irlandese e bourbon), le sue inseparabili sigarette, i bambini - coi quali dava prova di un’insospettabile pazienza…- e gli animali.  Aveva un ottimo pollice verde che gli permise di trasformare la terrazza del nostro studio bolognese in un lussureggiante giardino pensile. E, naturalmente, il sesso. Vissuto – come tutto il resto, in lui – con gioioso entusiasmo, focosa spontaneità e soprattutto grande, appassionato talento. In gioventù era stato un grande seduttore, e girando per il mondo aveva imparato costumanze e tecniche che poi metteva assai felicemente a frutto.
Eeeh, i creativi!!! (Sìgh!)
Bonvi e Alessandra
from: foodstock 27/06/2007 h. 19:12 | commenti (2)
tema: ritratti

 

Consigli di bellezza
Stanco di passare inosservato in spiaggia?
Ecco gratuitamente alcuni simpatici consigli per metterti in evidenza con tatuaggi, piercing e innesti sottocutanei.
Dai sfogo alla tua vena creativa!

Se non ti è sufficiente, oppure vuoi avere un effetto più suggestivo a minor costo, un simpatico suggerimento ci viene anche dagli amici del Bangladesh, che la bellezza non solo la tengono gelosamente per loro ma la dispensano generosamente, con tanta simpatia umana:
QUI Attenzione, argomento molto crudo! (ma consigliamo di leggerlo. Trovate un breve estratto nei commenti qui sotto.).
from: foodstock 27/06/2007 h. 07:56 | commenti (1)
tema: varie ed eventuali

 

mistero
Martedì 26 Giugno - h 20:45
E siamo finalmente giunti al...
Film "misterioso"
(Già c'avete la tremarella eh? Dite la verita'.... brrrrrrr!...)...
Una villa isolata nella campagna, una famiglia si riunisce per le vacanze, ma come in altri film del regista, un trauma improvviso sottolinea la stritolante fragilità dei rapporti interpersonali. Ne esce un’opera pressoché perfetta, un racconto fuori dal tempo frutto della grande comicità del testo di origine teatrale che dosa commedia, satira e giallo.
Pensi di sapere il titolo del film misterioso?
Invia la tua proposta a foodstock@yahoo.it i primi 3 che risponderanno correttamente riceveranno in premio una simpatica sorpresa!
Bianconiglio http://www.bianconiglio.org
Bianconiglio, open bar, si trova a Vittorio Veneto (TV) vicino alle Piscine comunali: http://www.bianconiglio.org/identita.html
from: foodstock 24/06/2007 h. 11:04 | commenti (6)
tema: foodstock eventi

 

Finesettimana da mal di testa, tutti hanno organizzato qualcosa, e quindi sperando di fare un servizio utile,
ecco un riassuntino!
mappaIngandimento
Festivals:
lo Sherwood e il Brentelle Rock Festival a Padova, Rock & Doc a San Donà (VE), Festa d'estate a Vascon (TV), Summer night love a Mogliano (Piscine) (VE), etc... e abbiamo saltato gli eventi vicentini e veronesi perchè fuori raggio d'azione.
Per chi gradisce segnaliamo a San Donà sab 23 i Califfo De luxe e mar 26 Elio e le storie tese.
Per il resto, cose meno stimolanti, a nostro avviso
(lista estesa, se avete tempo, nei commenti)
Poi tutto il resto di cui selezioniamo:
VEN 22
> Wah Wah (Mestre, dietro stazione ee ristorante Amelia), i Zabrinsky e "gli attesi" THESE NEW PURITANS;
> Buenaventura (Castelfranco), i CAPTAIN MANTELL, indierock e elettronica.
SAB 23
> Bianconiglio (Vittorio V.to, pista atletica), Cesare Feudi, personaggio, amico, mito, cantautore psichedeliperbolico.
> Gibi Party al Piave...dopo le h 22.00 alla GROTTA (detto ANDRO) di FALZE' DI PIAVE, arrivare in macchina fino a casa nostra (VIA GRAVE 10)e poi, attrezzati di pila, torcia elettrica, lanterna o quel che avete in casa percorrendo il sentiero "le Volpere" arriverete alla grotta (mi raccomando, ricordatevi di portare qualche luce!!!). ...Ha molto senso invece che vi chieda di portare una "bozza" di vino o qualche alcolico.. (VEDI MAPPA SOPRA)
> mini Excuse Me in riva al mare, Piccola Baita al Mare, Lungomare Adriatico, Sottomarina di Chioggia (VE) Martini Bros e Bottin (Nano Records).
DOM 24
> noi lavoriamo, quindi niente... ma al Brentelle (non solo per amicizia) segnaliamo i Professional Business, purtroppo senza la ballerina che sappiamo noi ma con il magico Galdy.
MAR 26 ricordiamo l'ultimo film, quello misterioso, della rassegna "3 Musical e un Mistero", al Bianconiglio di Vittorio V.
from: foodstock 22/06/2007 h. 15:57 | commenti (6)
tema: varie ed eventuali

 

Future
from: foodstock 22/06/2007 h. 10:19 | commenti (2)
tema: varie ed eventuali

 

Rieccoci, la nostra traiettoria, precisa e conseguente come sempre, giunge ad un punto molto atteso.
Iniziamo da oggi un ritratto, lungo o breve lo scopriremo strada facendo, di un importante autore del fumetto italiano, il cui lavoro, oltre a colpire la fantasia di molti di noi, ha segnato un punto originale e preciso dell'immaginario collettivo, con un tratto e un'ironia, entrambi estremamente personali.
Bonvi_03
BONVI, al secolo Franco Bonvicini, è nato a Modena nel Marzo 1941 e scomparso in un incidente stradale nel Dicembre 1995.
Noto soprattutto per la saga delle Sturmtruppen, beffarda caricatura dell'esercito tedesco nella seconda guerra mondiale, Bonvi inizia facendo reclàme, ha anche brevi esperienze da attore, inventa altri personaggi tra cui spicca Cattivik, con Guido de Maria  lavora alla trasmissione televisiva "Gulp! Fumetti in TV" e realizza molte altre storie a fumetti meno note, vince diversi premi, autoironico, di sè disse: "La mia vera grandezza è che io non so disegnare!".

Di quest'uomo, di cui ci interessa il lavoro ma anche l'umanità ricca e complessa, percorreremo liberamente la biografia grazie a una testimone d'eccezione, sua compagna negli ultimi 7 anni di vita, Alessandra Ferro, Axi per gli amici, che ringraziamo moltissimo
per la gentile disponibilità.
Sturmtruppen
Le tre cose che il mondo non sa
e dovrebbe invece assolutamente sapere
di Bonvi?

1) Bonvi non era un pacifista. La guerra gli piaceva. Sul serio, veniva da una famiglia di militari di carriera e possedeva una splendida collezione di armi. A monito, argomentava lui, dell’orrore del passato remoto e recente. D’accordo: ne aveva un’idea molto romantica, cavalleresca… era capace di commuoversi dinnanzi a gesti di autentico eroismo e sfogliando biografie di soldati caduti (e non scivolati, come scrisse in una celeberrima e fantastica battuta del suo Fiero Alleaten Galeazzo Musolesi) nell’adempimento del proprio dovere. Ma quando maneggiava i propri trofei, gli luccicavano gli occhi, Elvio. Di una luce che parlava di fascinazione. Non perversa, ma ammirata. E solo capendo ciò che stava dietro a tanta commozione, capivi l’uomo. Amava della guerra ciò che non esisteva più, e forse non era mai esistito, se non nel suo sistema di valori: il nobile gesto. L’Eroe, l’epica bellica, il Mito. L’umiltà dei fantaccini nel fango delle trincee, che omaggiava nelle sue strip. Perché era un uomo retto, coerente e corretto. Etico. 
2) Bonvi non era un uomo di sinistra, bensì un anarchico folle, un formidabile eretico con sfumature a volte destrorse, fedele solo alla propria irriverenza e a se stesso. La sua grande genialità è consistita non solo nel riuscire a far ridere tutti dell’esercito + temibile del mondo, dell’incarnazione del Male assoluto - come tutti ben sanno – ma nel far credere di essere tale. Tutti ci sono cascati in pieno. La sinistra cercò, dopo la sua scomparsa, di avocarne completamente a sé l’eredità, senza riuscirci troppo. Per fortuna… visto che non ne amò molto la figura, almeno negli ultimi anni, e lo insultò gratuitamente, senza comprenderne mai la finissima ironia.
3) Bonvi non era un duro, nonostante girasse assai spesso conciato in modo tale da spaventare i bambini, bardato con uniformi d’epoca, mimetiche improbabili e machete (vero). E questo lo so soltanto io, sua figlia, la mia figlioccia Sofia e i suoi pochi, discreti amici più cari (Guido De Maria, Silver, Marco Guidi, lo scomparso Magnus, Valerio Massimo Manfredi …) che come tale lo conoscevano per ciò che era, nel bene e nel male. Un grande uomo, e un uomo grande che a volte celava dietro una parvenza di stronzaggine (sì, talora) un cuore enorme, appassionato e vulnerabilissimo. E’ l’uomo più buono che abbia mai conosciuto. Bello dentro e fuori. Dalla risata, l’attitudine e la stazza falstaffiana (fisicamente, era un incrocio fra Jack Nicholson e Oliver Reed). E dall’incoercibile, profondo amore per la vita. Gettava il suo guanto di sfida e il cuore oltre l’ostacolo, e detestava con tutte le sue forze l’idiozia: mai più di adesso ne rimpiango lo spirito. Il resto, ce l’ho sempre nel cuore. A volte fra i piedi, a volte persino fra i maroni. Ma mi va bene così. E’Lui.
Punto.
Bonvi
Per approfondimenti: SITO e BIO.
from: foodstock 20/06/2007 h. 20:36 | commenti (11)
tema: ritratti

 

The Who
Eccoci qua'!
L'estate è finalmente arrivata in modo stabile e con essa, alla rassegna "Tre Musical e un mistero" arriva l'opera Rock, il supermusical
dell'inglese Ken Russell del 1975, con le musiche degli The WHO e la partecipazione di artisti celebri del mondo rock e pop e momenti di grande fantasia e invenzione, in una parola: TOMMY.
Il film è la versione cinematografica della prima "rock-opera" della storia della musica, composta dall'inglese Pete Townsend e dal suo gruppo, gli Who. Cineasta visionario e sgangherato, Russell ne ha fatto uno spettacolo assordante, abbacinante, squinternato ma straripante di energia e vitalità, un’orgia kitsch e psichedelica. Con Eric Clapton, Tina Turner, Elton John, Jack Nicholson.
Tommy
Non tutti i premi per i primi 3 che indovinano il film misterioso sono stati assegnati: leggete QUI e scrivete a foodstock@yahoo.it la risposta esatta se la sapete.
from: foodstock 15/06/2007 h. 16:38 | commenti (13)
tema: foodstock eventi

 

Aldo_e_Luigi
Tutto si può dire, meno che manchino le fotografie da scegliere, ...la nostra fotografa ufficiale ci ha dato dentro e quindi le operazioni di scelta e adattamento saranno laboriose, abbiate pazienza. Presto qui una selezione più ampia.
Fotografa
Qui sopra la responsabile del super lavoro redazionale causato dalla sua meticolosa e puntuale documentazione fotografica della festa.
babies
tavolata
Ballo
Ballo
Ballo
Bar
E infine vi lasciamo momentaneamente con questa bella immagine a tema con una preghiera, se qualcuno conoscesse le tre ragazze sottostanti, di riferire loro del vivo interesse di Arcinema per la prossima edizione presso il Circolo Arci di Anzano, nel prestigiosissimo e ricercato ruolo di Arcinema Girls. Grazie!Girlz
from: foodstock 13/06/2007 h. 13:28 | commenti (5)
tema: foodstock eventi, arcinema

 

Nell'ambito della rassegna 3 MUSICALS E UN MISTERO! al Bianconiglio di Vittorio Veneto arriva un grande classico del cinema americano:
West side story - 1961 - USA
Un film di Robert Wise
La storia di Giulietta e Romeo trasferita nei quartieri popolari della West Side di New York City, conflitti razziali, violenza, intolleranza. Canzoni di Bernstein-Sondheim e le coreografie del geniale Jerome Robbins (1918-98), le scene spesso sono girate dal vero nella 68° e nella 118° Strada prima della loro demolizione. 10 premi Oscar.

West Side Story Locandina
Leggete il Programma del Bianconilgio (qualche post più in basso), c'è un premio per i primi 3 che indovinano il titolo del film misterioso e ce lo scrivono a: foodstock@yahoo.it  
from: foodstock 11/06/2007 h. 17:55 | commenti (14)
tema: foodstock eventi

 



 
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