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| Il nuovo re-imperatore dei bellitalioti, il più potente e il più ricco del reame, è un reggente morbido, un despota sofficie, lascia spazio alle voci dissenzienti finchè stanno nei siti, tra i libri, sui giornali, luoghi poco frequentati da uno dei greggi più ignoranti dell'occidente avanzato, il popolo Bellitalio. Lui e i suoi cortigiani provano agitazione solamente quando il dissenso arriva in Televisione, l'imbecillitrice di massa, di fronte alla quale milioni e milioni di fessi stanno imbambolati a farsi frollare il cervello... chi dissente qui, sul palcoscenico dei salottini italiani, dove può essere visto da milioni di occhi, pur se rimbecilliti, viene gentilmente accompagnato alla porta ("con il sorriso sulle labbra" schifanee.). E finalmente Fiorello, incarnazione della cultura popolare scureggiona, fa una battuta comica sofisticata: «Non ho seguito la cosa, non è divertente e non ce ne occuperemo»... divertente! ![]() Sul caso Travaglio-Schifani interviene anche Dario Fo: «Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una medesima cultura: quella dell'insofferenza verso la satira e la denuncia di ogni illecito» ha detto il premio Nobel dario Fo prendendo le difese di Travaglio. «Per la prima volta dentro tutto o quasi l'arco politico del nostro Paese si è deciso di imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee». L'intervento di Fo è pubblicato sul suo blog. Fo cita Gianni Rodari che scrisse: «Le parole sono come pietre. Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s'allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva.». «Ma attenti: lo Schifani - rileva ancora Dario Fo - non s'è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi.... Sta qui lo scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno prodotto un'eco insopportabile». Dal Corriere della Sera.it del 14 maggio 2008.
![]() Ed Wood (1924 - 1978) Passato alla storia come uno dei registi peggiori del cinema (nato il 1924 e morto nel 1978), Ed Wood è per Tim Burton il simbolo del lato più oscuro di Hollywood, un cinema fatto da cialtroni, vecchie glorie dimenticati, alcolizzati e drogati, un cinema da vite perdute o abbandonate a loro stesse, di illusi e disillusi. ![]() Ed Wood è un perdente, non sarebbe potuto essere altrimenti se si guarda la filmografia di Tim Burton, affezionato alle diversità ed alle mancanze, agli animi inquieti e tristi. Interpretato da un sempre più bravo Johnny Depp, Ed Wood diventa un comico, una macchietta disperata che ha negli occhi la luce della fantasia, la speranza alla quale lega la sua e la vita degli altri, ma anche una mancanza d’aderenza alla realtà. ![]() Nel curatissimo bianco e nero e nelle ricostruzioni scenografiche non mancano centinaia di piccoli dettagli che ricostruiscono una realtà storica dimenticata (il produttore dal nome ebreo; i vecchi programmi televisivi; la direzione del cinema muto), un cinema dal sapore rafazzonato ma fantastico, privo di tecnica ma intuitivo, vivace e ricco di espedienti seppure in sostanza marginale e profondamente malinconico. ![]() Per gli appassionati del cinema classico dell’orrore, Ed Wood è anche un mosaico di citazioni (dalle inquadrature alla disposizione delle luci, dai cartelloni pubblicitari ai divi chiamati in causa) e che verrà ripreso e riutilizzato in un altro gesto d’amore per il cinema classico di genere, quello fantascientifico ( Mars attacks! 1996). ![]() Il film ha ottenuto l’Oscar per il miglior attore non protagonista a Martin Landau (anche lui interprete di tanti Dracula e che interpreta Bela Lugosi in un magistrale e divertente omaggio apostrofato al genere) e per i trucchi, cui ha partecipato anche Rick Baker. ![]() Alcune immagini dell'epoca ci mostrano similitudini e distanze del vero ambiente B-Movie con la ricostruzione burtoniana comunque aderente al vero e accurata, a costo di sinunciare a un po' di caratteri stilistici tipici di Tim, un film che è prima di tutto un rispettoso omaggio al vecchio cinema dimenticato. ![]() PROGRAMMA BIANCONIGLIO >QUI!...
![]() Il Cavaliere presenta la lista a tempo di record e Napolitano gli conferisce l'incarico. I ministri sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia. ![]() Quattro sono i ministri della Lega: Roberto Maroni agli Interni, Luca Zaia alle Politiche Agricole, Umberto Bossi alle Riforme, Roberto Calderoli al ministero nuovo di zecca per la Semplificazione. ![]() Silvio Berlusconi dice di non essere emozionato perché ormai 'è una consuetudine'.
Per introdurre “Edward mani di forbice”, primo film in coppia di Johnny Depp e Tim Burton, abbiamo proiettato i due lavori d'esordio di Burton, così sgraditi alla Disney da provocarne il licenziamento quanto anticipatori dei suoi temi preferiti: ![]() - il primo è “Vincent” (1982), cupa e stralunata animazione in bianco e nero con l’emaciato bambino Vincent (così somigliante a Edward), che legge Edgar Allan Poe e sogna di essere Vincent Price, attore culto per Burton, che presta la voce (Price sarà anche il vecchio inventore di "Edward mani di forbice"); ![]() - il secondo è “Frankenweenie” (B/N 1984), che personalmente ci piace anche più di "Edward" per le trovate inventive, l’ironia e le citazioni (in primo luogo l’originale "Frankenstein" di J. Whale (1931), dal romanzo di Mary Shelley, ma anche i suoi derivati, a partire da "Frankenstein Junior" di Mel Brooks, di cui cita una strepitosa acconciatura femminile in una cagnetta), Tim ha 23 anni ma sono già perfetti sia la tecnica realizzativa che la scelta degli attori, a partire dalla giovane famigliola Frankenstein, con mamma Susan (Shelley Duval), papà Ben (Daniel Stern) e il figlioletto Victor (il bravissimo Barret Oliver) che riporterà in vita con scosse elettriche il suo cane “Sparky” travolto da un auto; il clima disneyano è stravolto dal gusto horror di Burton che si autocita nelle proiezioni casalinghe dei primi filmini in super8 (l'esilerante cane travestito da dinosauro). ![]() Nei due primi corti Burton/Disney sono già presenti gli elementi stilistici di molti dei suoi film successivi, il nucleo dello stile e della poetica di Burton (all’epoca 20enne). Abbiamo già detto della somiglianza fisica di “Vincent” con “Edward” ma è simile anche la situazione di esclusione: il bambino è recluso in un suo mondo “anormale”, oscuro e macabro, che non può essere compreso ed accettato dal mondo “normale” degli adulti (tipo la zia che lui vuole affogare nella cera). ![]() In “Frankenweenie” il tema del mostruoso è in primo piano con il cane dissepolto, ricucito alla bene e meglio (quando beve perde acqua dal collo) e riportato in vita con l’elettricità dei fulmini. Qui Burton anticipa la stupida normalità borghese del vicinato, tema centrale in "Edward mani di forbice”, le reazioni con il diverso, prima morbosamente curiose e poi istericamente ostili. Anticipa anche il tema dell’amore, tra il protagonista mostruoso e la bella (la barboncina con l’acconciatura fiammata). Anche il mulino del sinistro parco giochi in cui si rifugia il cane Sparky lo ritroveremo ad esempio ne “Il mistero di Sleepy Hollow" (1999). Il mondo di Tim Burton è insomma un mondo di elementi precisi e caratterizzati, ingredienti tipici, che ritornano in modo ricorrente nei suoi film. Sostanziale è la visione dell'umanità stupida, grettamente conformista, schiava di riti dettati dalla tradizione, dalla moda o dalla pubblicità, insomma dalle convenzioni e incapace di avere una propria visione critica, di rispettare e amare il diverso, di capirne i valori, anziché escluderlo rifugiandosi in un mondo di rassicuranti (e aberranti) normalità. Significativa e sottile la complicità del poliziotto nero con Edward. L’unica salvezza, l’unico rifugio in questo mondo deviato e alienato, è l’amore: di Vincent per il suoi idoli Poe e Price, di Victor per il suo cane Sparky e di quest’ultimo per la barboncina fiammata, di Edward per Kim, una giovanissima e stupenda Winona Ryder. Martedi 6 Maggio'08 la prima serata con il capolavoro superclassico "Edward mani di forbice", non mancate! Per il programma completo leggete più sotto o cliccate >QUI! >BianconiglioJOHNNY DEPP Attore cult, sceglie film e registi rifiutando ruoli scontati, applica alla recitazione un ‘metodo guru’, è amico personale e attore feticcio di Tim Burton, ha avuto problemi con la droga e un paio di esperienze di carcere dovute a vicende sentimentali movimentate ma Johnny Depp vanta oggi una solidissima fama professionale. Nato in Kentucky, quarto figlio di una cameriera e di un ingegnere comunale separatisi quando aveva 15 anni, lascia scuola e casa e vive in un'auto con Sal Janco, suo migliore amico, fondando la band "The Kid" (band d'apertura ai concerti di Talking Heads, B52s, Iggy Pop e Billy Idol), poi Depp decide di diventare attore e si trasferisce a Los Angeles con la prima moglie Lori Anne Allison (sposata a soli 20 anni nell'83). Studia recitazione e vive vendendo spazi pubblicitari per telefono, divorzia con Lori il cui nuovo fidanzato, Nicolas Cage, lo incoraggia a continuare e a fare un provino per un film horror che stanno girando: "Nightmare – Dal profondo della notte"(1984). Seguono vari ruoli televisivi, Oliver Stone lo prende come soldato soldato in "Platoon"(1986) e diventa idolo delle teen-agers con la serie TV "21 Jump Street". Nel 1990 Tim Burton lo sceglie per "Edward Mani di Forbice" che diverrà film popolarissimo rendendo Depp (che per studiare la parte si è ispirato a Charlot) una star nota a livello mondiale. Candidato al Golden Globe per la commedia “Benny & Joon” (1993), Depp recita in seguito in “Arizona Dream”(1993) di Kusturica, poi in “Ed Wood” (1995) ancora insieme a Tim Burton. Dopo alcuni problemi con droga e legge decide di mettere la testa apposto: recita in "Dead Man" (1995) di Jim Jarmusch, "Donnie Brasco" (1997) di Mike Newell e Il coraggioso" (1997), suo primo film da regista, dove dirige nientemeno che il grande Marlon Brando. Terry Gilliam (Paura e delirio a Las Vegas, 1998) e Roman Polanski (La nona porta, 1999) gli offrono l'opportunità di riconfermarsi come attore bizzarro e oscuro, ma nessuno ha il primato di Tim Burton nella sua vita e nella sua carriera professionale. Burton dichiara pubblicamente che Johnny Depp è il suo alter ego, una sua estensione, lo sceglie ancora per "Il mistero di Sleepy Hollow" (2000), "La fabbrica di cioccolato" (2005) e "La sposa cadavere"(doppiaggio). Depp rifiuta persino il ruolo di Neo in "Matrix" e sceglie invece "La vera storia di Jack lo squartatore"(2001) e "C'era una volta in Messico"(2003). Poi interpreta il più opportunista e stralunato pirata di tutti i tempi nella trilogia dei Pirati dei Caraibi diretta da Gore Verbinski dal 2003 al 2007, Unica pausa, è quella che si prende recitando il ruolo dell'autore de "Le avventure di Peter Pan" in "Neverland – Un sogno per la vita"(2004). Oggi risiede in Francia, dove possiede il ristorante ‘Man Ray’ con Sean Penn e John Malkovich, è padre di due figli nati dalla relazione con la attuale compagna Vanessa Paradis. TIM BURTON Ragazzo prodigio di Hollywood, Tim Burton è stato un caso quasi unico, capace di imporre con talento e ostinazione un proprio originale stile, resistendo alla visione delle major sempre più enormi e commerciali: quanto è costato e quanto ha incassato?... Figlio di un impiegato e di una commessa Tim passa la sua infanzia in casa, guardando cartoni animati e vecchi film dell'orrore (in particoalre quelli della Hammer) che influenzeranno fortemente il suo gusto. Negli anni del Liceo si diverte a girare cortometraggi con la sua Super8 (ad es. The Island of Doctor Agor - 1971), frequenta il corso di animazione al California Institute of the Arts (1979/80) e viene assunto come animatore alla Disney dove a soli 21 anni firmerà i cortometraggi d'animazione: "Stalk of the Celery" (1979) e "Doctor of Doom" (1979). Ma il suo stile personale inizia subito a creare problemi e dopo alcuni altri lavori minori, perderà l'incarico a causa del corto animato in bianco e nero e stile gotico "Vincent" e i 27 minuti di live-action di "Frankenweenie" (1984), troppo personali per il conformismo Disney. E qui Burton potrebbe essere di colpo scomparso se non lo avesse salvato la star televisiva per bambini Pee-Wee Herman (Paul Reubens, oggi in declino dopo uno scandalo pornografico) che, affascinato dal suo stile surreale, gli affidò il film "Pee-Wee's Big Adventure" (1985) con straordinario successo. Improvvisamente famoso, Tim rifiuta molte proposte per produrre invece "Beetlejuice – Spiritello porcello" (1988) con Michael Keaton e altri suoi attori feticcio, un'atipica e divertente ghost-story che consolida la sua fama a Hollywood. Grazie all'amico Danny Elfman (autore della colonna sonora di quasi ogni suo film), Burton accetta l'idea di portare sullo schermo il film di "Batman"(1989) con Keaton e Jack Nicholson, campione di incassi riconfermato con il sequel "Batman Il ritorno"(1992). Dopo aver realizzato nel 1990 forse il suo capolavoro "Edward mani di forbice", con Johnny depp, nel 1993 Burton sforna un piccolo gioiello dell'animazione stop-motion: "Tim Burton's the Nightmare Before Christmas". Nel 1994 dirige ancora Depp (ormai suo amico) nella biografia di "Ed Wood", mentre due anni dopo firma la commedia fantascientifica "Mars attacks!“ con un cast di superstar. Seguiranno "Il mistero di Sleepy Hollow" (1999), stregonesca storia del cavaliere senza testa, ancora con Depp e poi il corto "The World of Stainboy"(2000),la storia del film tv "Lost in Oz", il remake di "Planet of Apes, Il pianeta delle scimmie" (2001) e quindi il fiabesco "Big Fish, Le storie di una vita incredibile" (2003), "Charlie e la fabbrica di cioccolato" con Depp, (2005, ottimo remake di un vecchio film) e il film animato "La sposa cadavere"(2005). Più di recente ha diretto il video “Bones” (2006) del gruppo rock "The Killers", il musical grottesco "Sweeney Todd" (2007), storia di un barbiere assassino, di nuovo con Depp e Helena Bonham Carter. FILM IN PROGRAMMA 01 >Martedi 6 >Edward mani di forbice (Edward Scissorhands) colore 100 minuti. - Produzione USA 1990. Un vecchio scienziato muore prima di essere riuscito a fare alla sua meravigliosa creatura tecno-umana le mani che sostituisce con due paia di forbici. Il giovanotto, che vive in un castello, viene adottato da una famiglia, va ad abitare nel sobborgo di una moderna città americana, ma è infelice perché odiato dai vicini per la sua diversità. Pur con qualche ingorgo verso la fine, è la favola più originale uscita da Hollywood da molti anni, nella sua miscela di tenerezza e crudeltà. Il talento grafico di Burton (il quartiere residenziale di pistacchio e caramello, l'assurdo e minaccioso castello, Edward che con le sue cesoie tosa i cani e modella cespugli) è al servizio di un universo intensamente “poetico”. Sceneggiato da Caroline Thompson da un racconto di T. Burton, anche produttore per la Fox. 02 >Martedi 13 >Ed Wood b/n 124 minuti. - Produzione USA 1994. Basato sulla biografia di Rudolph Grey. Omaggio a Edward D. Wood Jr. (1924-78), campione del cinema a budget zero, alcolizzato, eterosessuale che amava vestirsi da donna, anche pornografo, definito “il peggior regista del mondo”. Con qualche aggiustamento romanzesco se ne rievoca il decennio dei Cinquanta che va dal suo primo film Glen or Glenda (1951) a Plan 9 from Outer Space (1959). Film-scommessa che nasce dall'amore e si nutre di competenza e si propone di trasformare un fallito in un eroe, sia pur postumo. Apprezzabile la ricostruzione della Hollywood dell'epoca, ottimo l'incontro con Orson Welles (V. D'Onofrio). La carta vincente è il Bela Lugosi di Landau, premiato con l'Oscar; un'altra statuetta fu assegnata per il trucco (3 responsabili tra cui l'ottimo Rick Baker). 03 >Martedi 20 >Il mistero di Sleepy Hollow (The Legend of Sleepy Hollow) colore 102 minuti. - Produzione USA 1999. Un celebre racconto di Washington Irving diventa un piacevole film di Burton con un ottimo Deep e una Ricci diventata cult girl. Un orrendo e misterioso cavaliere senza testa batte la plaga tagliando a sua volta la testa a tutti i suoi (ex) nemici. Depp indaga, trova l'amore e scopre la verità dopo una discesa in un vero e proprio inferno. Il clima sa di stampa d'epoca. Ma il linguaggio cinematografico è aggiornatissimo. Citazioni del metodo Sherlock Holmes. Da cineteca di genere. 04 >Martedi 27 >La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory) colore 106 minuti. - Produzione USA, Gran Bretagna 2005. Il proprietario di una fabbrica di dolci bandisce un concorso: i cinque bambini vincitori potranno entrare nella misteriosa fabbrica e scoprirne i segreti. Adattamento cinematografico da un delizioso libro (1964) di Roald Dahl (che ha scritto anche la sceneggiatura). Commedia fantastica piena di magia e intelligenza, anche se non molto originale. Bravo G. Wilder. Remake di T. Burton con J. Depp nel 2005. Schede tratte da Il Morandini - Zanichelli editore.
CAP.1 ROMA. 28 Aprile'08 ...Tutto a posto! ![]() Siamo nella nuova era itagliana, la svolta è compiuta e non c'è ritorno, almeno in questa era antropologica. L'Itagliano è mutato. Traslato. Teletrasportato in una nuova dimensione della libertà e dell'autoconsapevolezza. E comunque se il Rutellone, l'uomo nuovo, ce l'avesse fatta, c'avrebbe stupito! E adesso, rottamata la sinistra, li in disparte a meditare sugli errori e le irripetibili occasioni perdute, inizia la festa... Più SUV per tutti!!! CAP.2 TIM BURTON Questi i titoli che ci piacerebbe proiettare nella rassegna che parte dal 6 maggio prossimo al Bianconiglio... 1# Frankenweenie (1984) - e altri extra tra i suoi primi lavori 2# Pee-wee's Big Adventure (1985) 3# Beetlejuice (Spiritello porcello) (1988) 4# Edward mani di forbice (Edward Scissorhands) (1990) 5# Ed Wood (1994) Avete DVD, VHS, files da prestarci, conoscete appassionati Burtoniani della prima ora? In particolare per i titoli 1) 2) 3) ...Ci mettete in contatto con loro? Grazie. Ci siamo quasi, dopo il superponte, e precisamente da martedi 06 maggio, ogni martedi fino al 27 maggio, parte la Rassegna Foodstock al Bianconilgio Open Bar, inizio proiezioni ore 21:00. Un escursus nel Tim Burton delle origini e meno noto: "Frankenweenie" (1984), "Pee-wee's Big Adventure"(1985), "Beetlejuice"(1988), "Ed Wood"(1994) e chissà se anche, una qualche sera, "Edward mani di forbice"(1990), molto visto ma suo innegabile sempreverde. ...A breve il programma definitivo... >ZoomApprofondimenti su Tim Burton: >QUI! >QUI >QUI!... Beppe Grillo ultimamente ci sta un po’ sulle scatole a causa della campagna per il non voto che ha solamente rafforzato ulteriormente il detentore della quasi totalità dei media italiani (direttamente o tramite il controllo della pubblicità, Silvio Berlusconi) che adesso Grillo vorrebbe contrastare con il referendum del 25 Aprile. ...un po' contradittorio... Ciò detto, è vero che l’informazione, a causa di questo monopolio e di molte altre cause, fa letteralmente schifo e non esiste un giornalismo realmente indipendente e libero perché conviene servire il padrone o, quantomeno, non contraddirlo, per non essere lasciati a casa. A chi pensa che il controllo dei media non sia poi così determinante ricordiamo, con Travaglio, che ancora pochi anni fa, Berlusconi avrebbe perso sonoramente le elezioni se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” (il simbolo di mani pulite) e “Mangano è un eroe” (colluso con la mafia), mentre ora lo afferma a gran voce pubblicamente e tra gli applausi. Oggi la magistratura, dopo un costante bombardamento mediatico, è una cosa che all'opinione pubblica fa un pò senso, mentre Marcello Dell’Utri, per dire un nome a caso, è una persona rispettabilissima... ![]() Sosteniamo quindi comunque il referendum di Grillo per il 25 Aprile’08, andiamo in Piazza a firmare: 1 > abolizione dell’ordine dei giornalisti; 2 > cancellazione del finanziamento pubblico di un miliardo di euro all’anno all’editoria; 3 > abolizione della legge Gasparri e al duopolio Partiti-Mediaset (ora Mediaset-Mediaset). Approfondimenti >QUI!... (Servirà? ...boh! ...ma sempre meglio esprimersi piuttosto che no).
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Qui trovi tutto quello che devi sapere su Foodstock Entertainement e le sue iniziative...ma non solo...
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